ponzio pilato chi era

Pilato fece un ultimo tentativo per liberare Gesù, ma la folla gridò che se lo liberava non era amico di Cesare. Altri testi che ci parlano di lui in relazione a Gesù sono un brano dello storico giudeo Flavio Giuseppe risalente all'anno 93 o 94: «Ci fu verso questo tempo Gesù, uomo saggio, se pure bisogna chiamarlo uomo: era infatti autore di opere straordinarie, maestro di uomini che accolgono con piacere la verità, ed attirò a sé molti Giudei, e anche molti dei greci. Procuratore romano della Giudea durante il ministero terreno di Gesù. Pilato intervenne, e i suoi soldati ne uccisero diversi. — Ann Wroe, Pontius Pilate. Nel 1961 presso l'anfiteatro romano di Cesarea è stata infine rinvenuta casualmente una lapide risalente al periodo tiberiano sulla quale Pilato veniva menzionato nell'incisione incompleta che recita: "[Caesarensibu]s Tiberiéum/[Pon]tius Pilatus/[Praef]ectus Iuda[ea]e". CONDIZIONI D’USO Secondo Giuseppe, gli anni di Pilato furono molto turbolenti in Palestina, e Filone dice che il governatore si caratterizzava per la “sua venalità, la sua violenza, i suoi furti, i suoi assalti, la sua condotta fuori legge, le frequenti esecuzioni di prigionieri che non erano stati giudicati, e la sua ferocia senza limite” (De Legatione ad Caium, 302). Sottoposto a pilatura: riso pilato. In un manoscritto arabo del X secolo ne è ad esempio documentata una versione con le stesse informazioni, ma in una versione più scarna e priva degli elementi celebrativi. L'allora Berethra, infatti, era è ubicata nel cuore di un territorio, dell'area centro-adriatica, conosciuto in antichità con la denominazione di "Palestina piceni" in quanto colonizzato nel 600 a.C. circa da popolazioni mediorientali provenienti dalla terra di Canaan. ", come nota il biblista. Per alcuni è un santo, per altri è la personificazione della debolezza umana, l’archetipo del politico disposto a sacrificare un uomo per mantenere la stabilità”. I funzionari del rango di Pilato in genere venivano mandati in territori barbari, e tale era la Giudea agli occhi dei romani. La tradizione popolare vuole che a Corfinio, Pilato possedesse un bellissimo castello, frutto di eredità della sua nobile stirpe; questo mastio era dotato di potentissime mura e torri e aveva un’unica via di accesso, a mo’ di forte. Comunque sia, gli ordinò di recarsi a Roma per rispondere del suo operato all’imperatore. Essendo un debole, non sfruttò a fondo quest’occasione e così, dopo una serie di errori, come porre le insegne romane sul Tempio di Gerusalemme, depredare il tesoro del medesimo per costruire acquedotti, reprimere nel sangue tumulti scoppiati a causa della sua superficialità, gli revocarono l’incarico. Fonte: Ponzio Pilato - Wikipedia Pilato, Ponzio nell'Enciclopedia Treccani Ponzio Pilato è stato un politico romano per esattezza procuratore. [23] traducibile forse come "presso i Cesarensi, Ponzio Pilato, Prefetto di Giudea, [dedicato a] Tiberio". Altre leggende parlano delle rovine romane di Peltuinum presso L'Aquila. - Fu il quinto dei procuratori romani che dall'anno 6 d. C. governarono la Giudea: egli governò dal z6 al 36; la sua massima notorietà è dovuta alla parte che egli ebbe nel processo di Gesù Cristo. Stando a Giuseppe Flavio, il procuratore diede inizio ai lavori per un acquedotto che doveva rifornire d’acqua Gerusalemme e finanziò questi lavori con fondi provenienti dal tesoro del tempio. Pertanto, doveva essere a capo del sistema giudiziario (e così risulta che agì nel processo di Gesù) e raccoglieva tributi e imposte per sovvenire alle necessità della provincia e di Roma. Secondo un'altra leggenda Pilato fu esiliato dall'imperatore Caligola a Vienne in Francia e vi è morto suicida. Nei Vangeli, Pilato è colui che condanna a morte Gesù. Pilato sapeva anche usare la forza. Quando gli ebrei risposero che preferivano morire piuttosto che veder violata la loro Legge, Pilato cedette e ordinò di togliere quelle immagini. Ponzio Pilato è stato il procuratore romano divenuto famoso, grazie ai Vangeli, per aver processato e condannato alla croce Gesù. 1º) della Giudea, il quinto tra quelli che dal 6 d. C. governarono quel paese. Il ricordo di P. è legato nella storia al processo contro Gesù: P., pur ritenendo Gesù innocente e pur cercando varie vie per salvarlo dalla morte, finì col cedere di fronte ai tumulti dei Giudei temendone un ricorso a Roma. I capi sacerdoti avevano consegnato Gesù per invidia, e Pilato lo sapeva. Il ritrovamento in tempi recenti di resti di edifici romani ha stimolato ulteriormente questa leggenda. Altri fanno però notare come il termine "procuratore" venga però attribuito da Flavio Giuseppe anche a Coponio, il primo prefectus cum iure gladii della Giudea appena diventata provincia romana. Giuseppe Flavio afferma che i procuratori romani precedenti, per rispetto verso gli scrupoli degli ebrei nei confronti delle immagini, avevano evitato di portare a Gerusalemme gli stendardi militari con l’effigie imperiale. Questi fu chiamato a Roma per dare spiegazioni, però arrivò dopo la morte di Tiberio. Pontius Pilatus) di un personaggio storico, procuratore romano della Giudea dall’anno 26 al 36, che prese parte, secondo la narrazione evangelica (Matteo 27, Marco 15, Luca 23, Giovanni 18-19), al processo contro Gesù... pilato agg. 1° d.C.). — Giovanni 18:37, 38; Luca 23:4. Pilato e sua moglie vivevano a Cesarea, una città portuale, con un piccolo seguito di scribi, servitori e messaggeri. [2], Oltre che dai vangeli, le vicende di Ponzio Pilato ci sono note anche dai resoconti di due autori ebrei del tempo: Flavio Giuseppe e Filone di Alessandria[3]. 2, per adattam. Quand’era in uniforme Pilato avrà indossato una tunica di cuoio e una corazza di metallo. Probabilmente voleva tenere sotto controllo la folla senza provocare un massacro. Non ci sarebbe stato altro da perdere che la vita di un ebreo apparentemente insignificante; era da sciocchi mettersi nei guai a motivo suo”. ovvero Ponzio Pilato Prefetto di Giudea [questo] Tiberieo [edificò] riferito a un edificio dedicato a Tiberio. I fondi dedicati, detti corbàn, si potevano utilizzare legittimamente per opere pubbliche per la città. LA TORRE DI GUARDIA (EDIZIONE PER LO STUDIO) 15 settembre 2005, Accedi Vitellio, legato romano di Siria, lo sospese dalla carica (36 d. C.) dopo un ricorso dei Samaritani, e lo inviò a Roma, al tribunale di Tiberio. Avrà portato i capelli corti e non avrà avuto la barba. Questo passaggio, noto come Testimonium Flavianum, è da tempo oggetto di discussione a causa del suo tono celebrativo: la maggioranza degli studiosi lo ritiene autentico nella sostanza ma oggetto di interpolazioni da parte di copisti medievali. Ad ogni modo, non si può certo giustificare un giudice che condanna un uomo che considera innocente. Pilato disponeva di cinque coorti di fanteria di 500-1.000 uomini l’una nonché di un reggimento di cavalleria, probabilmente costituito da 500 uomini. Procuratore romano della Giudea (sec. Giuseppe Flavio scrive che un folto gruppo di samaritani armati si raccolse sul monte Gherizim sperando di mettere le mani su certi tesori che secondo loro Mosè vi aveva seppellito. Dopo Valerio Grato, fu il quinto prefetto della prefettura della Giudea, su nomina di Seiano e in carica tra gli anni 26 e 36; è famoso per il ruolo che svolse nella passione di Gesù, secondo quanto testimoniano i vangeli, in quanto fu giudice del processo di Gesù. Pilato non confiscò quel denaro, perché sapeva bene che saccheggiare il tempio era un atto sacrilego e avrebbe suscitato le ire degli ebrei, inducendoli a chiedere a Tiberio la sua destituzione. Secondo questa tradizione, tramandata di generazione in generazione, un avo del celebre funzionario romano, Ponzio Aquila, avrebbe partecipato alla congiura delle idi di Marzo contro Giulio Cesare; con il ristabilirsi dell'ordine pubblico, le famiglie dei cesaricidi furono confinate presso le colonie romane e tra queste i Ponzi furono esiliati in quel di Berethra (antico nome di Bisenti dal greco BARATRON “valle stretta e profonda"). Chi era Ponzio Pilato? Adriana Destro e Mauro Pesce, La morte di Gesù, Rizzoli, 2014, pp. Per alcuni è un santo, per altri è la personificazione della debolezza umana, l’archetipo del politico disposto a sacrificare un uomo per mantenere la stabilità”. [10] Questo dimostrerebbe una certa confusione nell'uso dei termini da parte degli storici antichi: prefetto indicava un ruolo militare, procuratore un ruolo legato alle finanze. Nella prosecuzione dell'interrogatorio, secondo il Vangelo secondo Giovanni, Gesù affermò di essere venuto nel mondo per rendere testimonianza alla verità e proseguì dicendo: «Chiunque è dalla verità, ascolta la mia voce»; al che Pilato chiese: «Che cos'è la verità?». - Imperatore romano (n. 42 a. Tiberio Claudio Nerone - m. Capo Miseno 37 d. Tiberio Claudio Nerone). Ad avvalorare la tesi è sopravvenuto il ritrovamento di due leoni in pietra risalenti al I secolo, che porterebbero invece ad indicarne la tomba. Ponzio Pilato esercitò la carica di prefetto della provincia romana di Giudea dall’anno 26 d.C. fino al 36 o inizio del 37 d.C. La sua giurisdizione si estendeva anche alla Samaria e all'Idumea. — Deuteronomio 21:6, 7. Visto che in Giudea c’era molto fermento, questo genere di preoccupazioni erano molto concrete per Pilato. Da questo momento si perdono le sue tracce. Il Vangelo secondo Marco mostra Gesù innocente dell'accusa di aver complottato contro l'Impero romano e raffigura Pilato come estremamente riluttante a giustiziarlo, dando la colpa alle gerarchie giudaiche per la condanna, anche se Pilato era l'unica autorità in grado di decidere una condanna a morte. Ad esempio, a San Pio di Fontecchio (AQ) vi è un monte detto Montagna di Pilato dove la tradizione locale colloca la villa in cui Pilato si ritirò prima di morire. Ponzio Pilato (in latino: Pontius Pilatus; in greco: Πόντιος Πιλᾶτος; in ebraico: פונטיוס פילאטוס; floruit 26-36; ... – I secolo) è stato un politico romano. * Pur essendo convinto che Gesù era innocente, Pilato lo fece fustigare e permise ai soldati di schernirlo, picchiarlo e sputargli addosso. Nel racconto Il procuratore della Giudea (1902) dello scrittore francese Anatole France, un Ponzio Pilato vecchio e amareggiato rievoca con un commilitone i vecchi tempi del servizio in Palestina, la litigiosità e la ingovernabilità degli Ebrei, le azioni intraprese e le critiche ricevute, i riconoscimenti e le sanzioni ad opera della burocrazia imperiale. Nel racconto Il procuratore della Giudea (1902) dello scrittore francese Anatole France, un Ponzio Pilato vecchio e amareggiato rievoca con un commilitone i vecchi tempi del servizio in Palestina, la litigiosità e la ingovernabilità degli Ebrei, le azioni intraprese e le critiche ricevute, i riconoscimenti e le sanzioni ad opera della burocrazia imperiale. Oltre ai Vangeli, parlano di lui anche Flavio Giuseppe e Filone; una volta è nominato ... Pilato. Questo tipo di incarico veniva affidato a membri della classe equestre (il ceto medio-alto, in contrapposizione agli aristocratici dell’ordine senatorio). Inoltre Pilato è stato credibilmente identificato nella Divina Commedia di Dante Alighieri come "Colui/ che fece per viltade il gran rifiuto"[26][27][28]. I testi presenti sul sito sono liberamente utilizzabili per fini culturali e comunque non di lucro, Pilato disponeva di cinque coorti di fanteria di 500-1.000 uomini l’una nonché di un reggimento di cavalleria, probabilmente costituito da 500 uomini. La sua carica di prefetto è attestata da un frammento di iscrizione latina, nota come iscrizione di Pilato e datata durante il regno dell'imperat… (Marco 15:7, 10; Luca 23:2) Inoltre, precedenti dispute con gli ebrei avevano macchiato la reputazione di Pilato presso Tiberio, il quale era notoriamente molto severo con i governatori incapaci. Che cosa significa santificare il lavoro? Pilato, Ponzio (lat. L’ultimo episodio che la storia ci tramanda riguardo a Pilato è un altro scontro. La maggiore testimoniana dell’esistenza di Pilato, oltre a quella dei Vangeli, risulta essere quella dello storico Ebreo Giuseppe Flavio ne “Antichità Giudaiche” e “Guerra Giudaica”. Quinto tra quelli che dal 6 d.C. governarono quel Paese, successe a Valerio Grato il 26 d.C.; nulla si sa della sua origine. Giuseppe e Filone narrano anche che Pilato introdusse in Gerusalemme alcune insegne in onore di Tiberio, che originarono un grande tumulto fino a che non le portò a Cesarea. Pilato è ricordato come martire dalla Chiesa copta e come santo dalla Chiesa etiope[1]. (Giovanni 19:12) A questo punto Pilato cedette. — Luca 13:1. Qualcuno l’ha definito un vigliacco, colpevole di aver fatto torturare e uccidere Gesù solo per proteggere se stesso. Sempre a Pilato viene accreditata l'introduzione nell'altopiano di Navelli dello zafferano (Crocus sativus). La sua conclusione? Possono far parte dell’Opus Dei i sacerdoti secolari? Il suo sacrilegio fu punito da Dio in maniera crudele: improvvisamente le statue iniziarono a sanguinare e una colonia di topi assaltò il maniero che cadde travolgendo tutti, compreso il suo proprietario che, afferrato da una schiera di diavoli, fu gettato in un fiume che non volle accogliere le spoglie sacrileghe, le quali furono scagliate, successivamente in una pozza d’acqua dove rimarranno fino alla fine dei secoli. Questo dimostrerebbe una certa confusione nell'uso dei termini da parte degli storici antichi: prefetto indicava un ruolo militare, procuratore un ruolo legato alle finanze. È anche riportata da Angelo Paratico in "Gli assassini del Karma" e da Giacomo Acerbo in "Fra due plotoni di esecuzione". A lui toccò pronunziare la sentenza di morte nei riguardi di Gesù in un contesto che lascia ancora perplessi gli studiosi circa la ... (Pontius Pilatus). A Bisenti è visitabile il luogo che la tradizione indica come casa natale di Ponzio Pilato. Non si può dunque escludere che il qanat di Bisenti sia stato realizzato proprio da Ponzio Pilato che, avendone appreso la tecnologia costruttiva in Giudea, una volta tornato in Abruzzo avrebbe costruito un sistema idrico del genere per captare le acque da una falda, incanalarle mediante una galleria sotterranea per alcuni chilometri e prelevarla, per le proprie esigenze personali, da un pozzo situato all'interno della sua casa e, per le necessità degli altri concittadini Berethriani, in una fonte di erogazione pubblica, oggi denominata "fonte vecchia", della quale si possono ancora ammirare, integralmente preservate, i cunicoli di adduzione e le vasche di decantazione. Nel Vangelo secondo Luca, Pilato riconosce che Gesù non aveva minacciato l'Impero. Non sappiamo niente di sicuro della sua vita precedente a queste date. Sulla via per Vienne avrebbe soggiornato prima a Torino, nella Porta Palatina, poi a Nus in Valle d'Aosta, dove il castello è noto col nome di "Castello di Pilato", nonostante la costruzione attuale risalga al medioevo. C’è chi ha detto che Pilato si convertì al cristianesimo. Essa, di chiara derivazione medievale, pare sia stata costruita su fondamenta Si dice che la presunta dimora del procuratore sia ancora oggi “visitata” dal suo fantasma che cerca un po’ di pace, che forse non troverà mai! Ad esempio, per domare la rivolta capeggiata da Spartaco i romani giustiziarono 6.000 schiavi. * Pur essendo convinto che Gesù era innocente, Pilato lo fece fustigare e permise ai soldati di schernirlo, picchiarlo e sputargli addosso. Secondo un'altra leggenda Pilato fu esiliato dall'imperatore Caligola a Vienne in Francia e vi è morto suicida. A rendere Pilato tristemente famoso fu il modo in cui agì quando i capi sacerdoti e gli anziani degli ebrei accusarono Gesù di definirsi Re. ... Rappresentante dell'autorità romana in Palestina al tempo (26-36 d.C.) di Gesù Cristo, con il titolo di procurator o, secondo un'iscrizione trovata nel 1961, praefectus. Questa iscrizione che definisce Ponzio Pilato prefetto della Giudea è stata ritrovata a Cesarea, LA TORRE DI GUARDIA (EDIZIONE PER LO STUDIO), Copyright © 2020 Watch Tower Bible and Tract Society of Pennsylvania. Conoscendo meglio la sua posizione potremo avere un quadro più completo di quelli che furono gli avvenimenti più cruciali della storia umana. [22] Cosa sappiamo di lui? Il romanzo Il Maestro e Margherita (1966-67) dello scrittore russo Michail Afanas'evič Bulgakov contiene un romanzo nel romanzo incentrato sull'incontro tra Pilato e Yeshua (il nome ebraico di Gesù). Numerose località si contendono l'onore di avergli dato i natali o di averlo ospitato al suo rientro in Italia dopo i fatti evangelici. Chi era veramente Ponzio Pilato, l'uomo che condannò Gesù Fu un mediocre politico. Non sappiamo se Vitellio ritenesse che Pilato aveva calcato troppo la mano. Ponzio Pilato esercitò la carica di prefetto della provincia romana di Giudea dall’anno 26 d.C. fino al 36 o inizio del 37 d.C. La sua giurisdizione si estendeva anche alla Samaria e all'Idumea. “PILATO, con il suo cinismo e il suo scetticismo, è un personaggio estremamente intrigante. Oltre a mantenere l’ordine, Pilato era preposto alla riscossione delle imposte indirette e della tassa pro capite. Alcune gli attribuivano una fine spaventosa nel Tevere o a Vienne (Francia), mentre altre (soprattutto gli Actas di Pilato, che nel Medio Evo formavano parte del Vangelo di Nicodemo) lo presentano come convertito al cristianesimo insieme a sua moglie Procula, che viene venerata come santa nella Chiesa Ortodossa per la sua difesa di Gesù (Mt 27,19). Fallito questo tentativo, Pilato cercò di fare in modo che la folla radunata davanti al suo palazzo chiedesse la liberazione di Gesù, secondo la consuetudine di rimettere in libertà un prigioniero in occasione della Pasqua. A Pilato viene consigliato di sacrificare Gesù come il modo più facile per uscire da questa situazione, ma egli esita perché sente che commetterebbe un'ingiustizia. È anche riportata da Angelo Paratico in "Gli assassini del Karma" e da Giacomo Acerbo in "Fra due plotoni di esecuzione". La Cerca archeo-antropologica”  http://www.edizionitabulafati.it/ilgraalinabruzzo.htm. ‛Ηρώδης ὁ ᾿Αντίπας, lat. Un riferimento a Pilato è inoltre presente nel brano dello storico romano Tacito risalente all'anno 116 o 117: «Cristo era stato ucciso sotto l'imperatore Tiberio dal procuratore Pilato; questa esecrabile superstizione, momentaneamente repressa, è iniziata di nuovo, non solo in Giudea, origine del male, ma anche nell'Urbe (Roma), luogo nel quale confluiscono e dove si celebrano ogni tipo di atrocità e vergogne.». La sua posizione, i suoi doveri e il suo potere. Non si può dunque escludere che il qanat di Bisenti sia stato realizzato proprio da Ponzio Pilato che, avendone appreso la tecnologia costruttiva in Giudea, una volta tornato in Abruzzo avrebbe costruito un sistema idrico del genere per captare le acque da una falda, incanalarle mediante una galleria sotterranea per alcuni chilometri e prelevarla, per le proprie esigenze personali, da un pozzo situato all'interno della sua casa e, per le necessità degli altri concittadini Berethriani, in una fonte di erogazione pubblica, oggi denominata "fonte vecchia", della quale si possono ancora ammirare, integralmente preservate, i cunicoli di adduzione e le vasche di decantazione. La redenzione si operò in un luogo concreto del mondo, Palestina, in un tempo preciso della storia, e cioè quando Pilato era prefetto di Giudea. [12], Secondo il Nuovo Testamento - benché secondo alcuni tali narrazioni non siano storicamente conciliabili e attendibili, rappresentando queste, per certi studiosi, la personale interpretazione teologica di ogni evangelista su precedenti materiali della tradizione cristiana[13] - Gesù fu portato al cospetto di Pilato dalle autorità ebraiche di Gerusalemme, le quali dopo averlo arrestato, lo interrogarono e ricevettero delle risposte che lo fecero considerare blasfemo. — Matteo 27:24-31. Governò duramente, prelevando denaro dal tesoro del Tempio, collocando nel palazzo di Erode scudi d'oro con iscritto il nome dell'imperatore (finché, per ordine di questo, li trasferì in un tempio a Cesarea). Ad ogni modo, nessuno può dire con certezza che ne fu di Pilato. Proprio la conoscenza del linguaggio e delle abitudini simil-giudaiche, apprese vivendo nella “Palestina Piceni”, avrebbero avvantaggiato il giovane militare Ponzio Pilato nella nomina di V prefetto della Giudea. [11] Secondo Agapio di Ierapoli, Pilato si suicidò durante il primo anno del regno di Caligola. pass. “PILATO, con il suo cinismo e il suo scetticismo, è un personaggio estremamente intrigante. Ad ogni modo migliaia di ebrei si radunarono per esprimere il proprio sdegno. Valente generale, pacificò la Germania e tenne sotto controllo la situazione in Pannonia e Dalmazia; ... Istituto della Enciclopedia Italiana fondata da Giovanni Treccani S.p.A. © Tutti i diritti riservati. La domanda più importante che Pilato fece a Gesù fu se lui considerasse se stesso come re dei Giudei. Tutti questi elementi, presenti nel solo Vangelo di Matteo, non sono considerati storici - così come gli episodi matteani, relativi a Giuda, dei 30 pezzi di argento e del Campo di sangue[18] - ma sono elementi tratti da tradizioni popolari e inseriti dall'evangelista per i suoi scopi teologici[Nota 6]. Per alcuni è un santo, per altri è la personificazione della debolezza umana, l’archetipo del politico disposto a sacrificare un uomo per mantenere la stabilità”. Pilato fu nominato procuratore della provincia della Giudea dall’imperatore romano Tiberio nel 26 E.V. Il breve romanzo Ponzio Pilato (1961) di Roger Caillois immagina l'arresto e il processo di Gesù Cristo dal punto di vista di Pilato, che qui è un funzionario imperiale di basso rango dal carattere debole, e un uomo sostanzialmente laico e razionale, incapace di capire ciò che gli appare come il fanatismo degli ebrei. Ad ogni modo, non si può certo giustificare un giudice che condanna un uomo che considera innocente. LA TORRE DI GUARDIA (EDIZIONE PER LO STUDIO) 15 settembre 2005, Condividi Lo stesso nome "Barabba" (bar 'abbā') significa in aramaico, lingua parlata nella Palestina del I secolo, "figlio del padre" e, in alcuni manoscritti del Vangelo secondo Matteo, viene chiamato «Gesù Barabba», quasi a voler sottolineare la colpa dei Giudei, spesso rimarcata dagli evangelisti, nella scelta sbagliata del "Gesù figlio del padre" (cfr: Raymond E. Brown, Joseph A. Fitzmyer, Roland E. Murphy, Nuovo Grande Commentario Biblico, Queriniana, 2002, pp. — Luca 23:5-19. Quando seppe che Gesù era galileo, Pilato tentò di passare il caso a Erode Antipa, tetrarca della Galilea. A ridosso di tale cortiletto si trova un locale, l'“atrium” della “casa di Ponzio Pilato”. Pilato si trovava davanti a un dilemma. Udendo che la missione di Gesù era quella di rendere testimonianza alla verità, Pilato capì che il prigioniero non rappresentava una minaccia per Roma. Per uno strano scherzo del destino, si trovò a presiedere il processo contro Gesù. — Matteo 27:24-31. L'allora Berethra, infatti, era è ubicata nel cuore di un territorio, dell'area centro-adriatica, conosciuto in antichità con la denominazione di "Palestina piceni" in quanto colonizzato nel 600 a.C. circa da popolazioni mediorientali provenienti dalla terra di Canaan. Si fece portare dell’acqua e si lavò le mani, dichiarandosi innocente del sangue dell’uomo che mandava a morte. I funzionari del rango di Pilato in genere venivano mandati in territori barbari, e tale era la Giudea agli occhi dei romani. Ponzio Pilato, politico vissuto nel primo secolo dopo Cristo, prefetto della provincia romana della Giudea tra gli anni 26 e 36, è celebre per la citazione nel Vangelo di Matteo quando, di fronte al dramma di Gesù, si lava le mani davanti alla folla dicendo: “Non sono responsabile di questo sangue; vedetevela voi!”. Il titolo della sua carica fu quello di praefectus, che corrisponde a quelli che ricevettero questo incarico dall’imperatore Claudio e che è confermato da una iscrizione scoperta a Cesarea. - Procuratore romano (sec. Alla fine, dopo una notte di tormentose riflessioni, Pilato decide di avere la libertà di fare ciò che è giusto e libera Gesù, cambiando così tutta la successiva storia umana. Non ci sarebbe stato altro da perdere che la vita di un ebreo apparentemente insignificante; era da sciocchi mettersi nei guai a motivo suo”. John Dominic Crossan, Who killed Jesus?, HarperOne, 1995, pp. Opzioni per il download delle pubblicazioni Comunque, ad avvalorare la leggenda che Pilato fosse di origine abruzzese, vi è l'ipotesi che lo fa discendere dalla famiglia Vestina dei Ponzi, da cui sarebbero usciti, al tempo della guerra sociale, gli avi di Ponzio Pilato quali condottieri dell'esercito sannita. Questa pagina è stata modificata per l'ultima volta il 23 ott 2020 alle 16:38. Dell'episodio della condanna di un eversore a nome Gesù il Nazareno, pretesa e ottenuta dai maggiorenti locali, nessun ricordo. © Prelatura del Opus Dei, Fundación Studium, Scriptor, L’eterno riposo e l’eterno lavoro d’amore, Un nuovo libro sul beato Álvaro del Portillo e la sua intercessione, Romana, Bollettino della Prelatura dell'Opus Dei. Siamo spiacenti, c’è stato un errore nel caricamento del video. La presenza del suo nome all'interno del Credo cristiano (patì sotto Ponzio Pilato), recitato da tutti i fedeli che partecipano alle celebrazioni eucaristiche in tutto il mondo, rende Pilato di gran lunga il personaggio dell'antichità romana più nominato nei secoli. Giuseppe Flavio scrive che un folto gruppo di samaritani armati si raccolse sul monte Gherizim sperando di mettere le mani su certi tesori che secondo loro Mosè vi aveva seppellito. 1º) della Giudea, il quinto tra quelli che dal 6 d. C. governarono quel paese. Non si limita ad affermare che il prefetto sia nato a Bisenti, ma spiega i dettagli dell'origine bisentina del preside romano. Pontius Pilatus). La Chiesa ortodossa etiope segue una tradizione secondo cui, dopo il processo a Gesù, Pilato si convertì e lo venera come santo, celebrandone la ricorrenza il 25 giugno. Il giovane accettò malvolentieri la carica di governatore nella lontana provincia giudea, ove rimase per dieci anni distinguendosi per la durezza con cui era solito reprimere le frequenti ribellioni da parte degli abitanti della regione, mai rassegnatisi alla condizione di sudditanza nei confronti di Roma. Quando Pilato arrivò a Roma, però, Tiberio era già morto. S'invaghì di Erodiade sottraendola al fratello Erode Filippo e ... Iniziali dell’iscrizione Iesus Nazarenus Rex Iudaeorum «Gesù Nazareno Re dei Giudei», che, secondo i Vangeli, fu fatta mettere da Pilato, per dispregio, sulla croce di Cristo, in tre lingue (ebraico, greco, latino). Pilato comandò ai soldati di mescolarsi alla folla con l’ordine di non usare le spade ma di picchiare i dimostranti con randelli. Ponzio Pilato (in latino: Pontius Pilatus ... dando la colpa alle gerarchie giudaiche per la condanna, anche se Pilato era l'unica autorità in grado di decidere una condanna a morte. La figura di Ponzio Pilato è legata a diverse tradizioni anche in provincia di Latina: l'isola di Ponza lega il suo nome ad una leggenda che lo vuole esiliato qui, mentre i suoi natali sono rivendicati anche dalle antiche città di Cori e Cisterna di Latina. Quasi in ogni pagina del Vangelo ci imbattiamo in personaggi che si chiedono qualcosa su Gesù: da dove viene, come mai insegna con tanta autorità, da dove deriva il suo potere, perché fa miracoli, perché sembra opporsi alle tradizioni, perché le autorità lo respingono. Avrà portato i capelli corti e non avrà avuto la barba. Il processo a Gesù sarebbe dovuto finire lì, ma gli ebrei insistettero dicendo che sovvertiva la nazione. D’altra parte, cedere agli ebrei sarebbe stato un segno di debolezza. Sembra perciò che Pilato potesse contare sulla collaborazione delle autorità del tempio. Chi era Pilato? Ad esempio, a San Pio di Fontecchio (AQ) vi è un monte detto Montagna di Pilato dove la tradizione locale colloca la villa in cui Pilato si ritirò prima di morire. Commentando la sua decisione, uno studioso ha detto: “La soluzione era semplice: mettere a morte quell’uomo. Chi era Ponzio Pilato? Mentre rientrava a Roma il suo protettore, che nel frattempo era diventato imperatore, morì e le tracce di questo personaggio storico si persero sotto le pesanti sabbie del tempo, per rinascere nel mito. La sua posizione, i suoi doveri e il suo potere. L’imperatore, allora, fece assediare il castello.

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