l'argomento della medea di euripide versione greco

MEDEA  Caro Egeo, mio marito è la peggior canaglia del mondo. MEDEA  Non lo tollera a parole, però la sua volontà è così fragile. GIASONE  E io detesto te: è facile separare le nostre strade..Euripide Medea  23  MEDEA  Davvero? MEDEA  I tuoi amici? Ma tu, luce divina, trattieni, arresta,  caccia dalle case la cruenta, maledetta Erinni,  † inviata dai demoni vendicatori †. State attenti: ha un carattere selvaggio, ha la natura terribile dei superbi. Temide la spinse a venire in Grecia al di là della sua terra, di notte, attraverso le onde, verso lo stretto amaro, difficile da forzare. Dunque, la questione si prospetta così. Ma noi siamo quello che siamo: non voglio dire un guaio, ma  donne sì: tu non imitarmi nel peggio, non rispondere con sciocchezze a sciocchezze. Non struggerti, non piangere così  sul compagno di letto che hai perduto. O di non fare, cosa? Il mio sapere o suscita  gelosia o mi fa ritenere [una perditempo o un'impicciona o] addirittura una nemica. Mi auguro  di  vedervi raggiungere il culmine della giovinezza in pieno vigore, più forti dei miei nemici. Il tempo, nel suo scorrere, molto potrebbe  raccontare sul destino nostro e degli uomini..Euripide Medea  8  str. E pensare che io ho sempre cercato di placare  l'ira del re furibondo, e volevo che tu restassi qui. Alla fine, persa ogni forza, esalò l'ultimo respiro: non era più in grado di resistere a quella tortura. NUNZIO  Scappa, Medea, scappa, col primo mezzo che trovi, nave o carro [: hai compiuto un delitto inaudito]. Mettiamo che i nostri sforzi vadano a buon fine, che  lo  sposo sopporti di buon grado il giogo del matrimonio: allora sì che l'esistenza è invidiabile. NUTRICE Vecchio maestro dei figli di Giasone, per i buoni servi le sventure dei padroni sono sventure personali; ne provano dolore. Mi stai annunciando un male dietro l'altro. Lo riconosco, il mio sposo era tutto per me  E mi si è rivelato il peggiore degli individui. Che assurdità! Voglio congedarmi da loro. E uccisi Pelia, nel modo più straziante, attraverso le sue figlie: ti liberai  così di ogni paura. GIASONE  Ma lo hai voluto tu: non dare la colpa a nessun altro. Tu hai ucciso i miei figli e ora  mi proibisci persino di toccarli, di seppellirne i corpi: vorrei non averli mai messi al mondo, per non vederli ora  trucidati  da te. Siate felici laggiù,  perché qui vostro padre ve lo ha impedito. Quali orrori ci aspettano ancora? MEDEA  Miserabile, miserabile; non mi viene in mente niente di più ingiurioso per definire la tua vigliaccheria: e tu hai il  coraggio di presentarti da me, tu l'essere più odioso [agli dèi, a me e a tutta la razza umana]? Μη. Le versioni del tuo libro senza doverle cercare? Quanto a te, non voglio  dire nulla: saprai da sola come sottrarti al castigo. Tu non sai che fortuna hai trovato trovando me: grazie a me, cesserai di essere sterile, riuscirai a avere dei  discendenti: conosco dei filtri efficacissimi. Non crederai che nella reggia manchino pepli e oro? Ma non è di Medea che mi preoccupo ora, è dei figli: a lei, le sue vittime ricambieranno il male ricevuto; se  sono  qui io è per salvare le mie creature: ho paura che i parenti di Creonte facciano pagare a loro il massacro compiuto dalla  madre. MEDEA  D'accordo. str. Mi cautelo prima che succeda qualcosa. Il Sole, padre  di mio padre, mi ha dato un carro che mi difende da qualunque aggressione nemica. PEDAGOGO  Senza saperlo, ti ho comunicato qualcosa di triste? Per me questa è la strada più  sicura: avrò un valido motivo da addurre di fronte ai tuoi nemici e la tua posizione si rinsalda maggiormente. Ma già, voi ne avete di  coraggio: pensate che se funziona il letto, funziona tutto. παίδων ὁ τάλας προσπτύξασθαι. ant. Lo so, lo so. † Sia come sia. E lei è disperata, un'infelice. E ho perduto i miei figli. Vi  ho  allevato inutilmente, figli, inutilmente ho penato, mi sono macerata di fatiche, dopo avere sopportato gli aspri dolori  del  parto. CORO  Sembra che in questo giorno un demone abbia stretto, giustamente, Giasone in una rete di mali. b  Le senti, le grida dei figli? GIASONE  E allora perché li hai uccisi? Giuro per Ecate,  la dea che venero più di tutte, che ho scelto perché sia al mio fianco, che abita nelle mie stanze più segrete: nessuno di  loro si rallegrerà di avermi fatto soffrire. Spiegati. Andate, andate via: non sono più capace di guardarli, sono vinta dall'angoscia. E dopo questo, tu, colpevole di un'atroce  empietà, osi guardare il cielo e la terra! Hai ragione a volerti vendicare di tuo marito, Medea, e non trovo strano che tu soffra per quanto è  accaduto. Se qualcuno ha in casa il dolce germoglio dei figli,  per tutto il tempo, lo vedo, si preoccupa, si logora  intanto per allevarli bene,  poi per garantirgli un futuro,  e ignora, mentre tribola,  se verranno su buoni o malvagi. CORO  Anche dai miei occhi sgorga un fiotto di lacrime: speriamo che la sventura non proceda oltre, non si incattivisca  ulteriormente..Euripide Medea  16  GIASONE  Approvo le tue parole, donna, e non mi offendo per quanto è successo prima: la genia delle donne è logico che si  accenda † se un marito contrae nuove nozze †. «Imbecille, perché mi comporto da pazza, me  la prendo con chi decide bene, mi metto contro i sovrani del paese e contro mio marito? Felicissima per i regali, più e più volte si rizza sulla punta dei piedi a guardarsi sino ai talloni. PEDAGOGO  Per la padrona non è il momento di saperle queste cose: stattene quieta e zitta. b  Svanito è il rispetto del giuramento, scomparso  il pudore della grande Grecia:  si è dissolto nell'aria. Ma perché continuo a  pensare a qualche occulta sventura? E perché ci eri andato? Μη. MEDEA  O Zeus, giustizia di Zeus, luce del Sole, ora gloriosamente trionferò sui miei nemici, la strada, l'ho già imboccata: ora  c'è davvero speranza che i miei nemici paghino. GIASONE  Presto, servi, levate le spranghe, aprite le porte: devo vedere [i due morti,] la sciagura che due volte si è abbattuta su di  me [...e lei, ma mi vendicherò]. Febo, signore delle melodie,  non infuse nell'animo femminile  il commosso canto della cetra. b  Non ripeto parole già dette,  e l'ho visto con i miei occhi:  tu patisci cose tremende  e nessuno prova pietà per te,  non una città, non una persona cara. MEDEA  Amiche, ho deciso: ucciderò i miei figli subito, al più presto, e poi mi allontano da questo paese. EGEO  In che senso, si comporta male? Non vedrà mai più vivi, per il resto dei suoi giorni, i figli che gli ho dato io e non ne avrà dalla novella sposa, perché lei, l'infame, deve morire in maniera infame per i miei veleni. b  Con cuore folle hai lasciato la patria,  oltrepassato le duplici rocce  dello stretto di mare. Intanto, non abiti più in un paese barbaro, ma in Grecia, hai imparato cos'è la giustizia  e  a servirti delle leggi, senza far ricorso alla violenza. Bada, però: se la luce di domani sorprenderà te e i tuoi figli entro i confini di questa terra,  morirai. GIASONE  In nome di dio, lascia che tocchi quei corpi delicati. CREONTE  Stai perdendo il tuo tempo: non mi convincerai. Ne fu conservato l'argomento da Igino, e non possiamo far meglio che trascriverne qui l'intera favola 8. Non  voglio  insistere su questo punto: il tuo aiuto, comunque, non è stato inutile. Tu invece, com'è giusto  per  un malvagio, morirai di mala morte: ti piomberà sul capo un rottame della nave Argo, e così vedrai l'amara fine delle  mie nozze. Ma non crediate che la faccenda finisca così. Si alza di scatto dal seggio  regale,  avvolta nelle fiamme, fugge squassando il capo e le chiome di qua e di là, per liberarsi della corona. [CORO.Euripide Medea  24  Di molti eventi è arbitro Zeus nell'Olimpo; molte sono le risoluzioni inattese dei celesti; quello che si credeva non si è  compiuto, un dio trova la strada per l'impossibile e questa vicenda si è suggellata così.]. Intanto, dobbiamo comprarci con una robusta dote un marito, anzi prenderci un padrone del nostro corpo, che è malanno peggiore. Anche tu hai dei figli, devi avere un po' di cuore. ὦ τέκνα φίλτατα. O letto di donna, letto di afflizione  quante sventure porti tra gli uomini. Che dolore! MEDEA  Non è nulla. I sovrani hanno deciso di  allontanarmi da Corinto: e anche per me, lo riconosco, è meglio non essere di impaccio né a te né a loro continuando ad  abitare qui: si sospetta che io sia nemica della famiglia regnante. GIASONE  Vorrei almeno accostare la mia bocca a quelle labbra che amavo, io, infelice. MEDEA  Certo, io in tante cose sono in disaccordo con tanta gente. Se eri una brava persona, dovevi prima ottenere il mio consenso e poi sposarti; e invece hai fatto  tutto all'insaputa dei tuoi cari. Ma se Cipride giunge discreta  non c'è altro dio così piacevole. Ma se vuoi accettare un aiuto in denari da parte mia, per te e per  i bambini, ora che devi andartene, non hai che da dirmelo. 122. E non era che l'inizio. E un ospite deciso a offrirmi asilo nella sua  terra, protezione nella sua casa? a  Sempre sia con me la pudicizia,  splendido dono dei celesti. PEDAGOGO È una povera sciocca, se si può dire questo di un padrone; neanche si immagina i mali che ancora incombono su di lei. Muoia nel disprezzo  chi osa disonorare l'amico.Euripide Medea  11  e non gli apre sinceramente il cuore. a  Dai più antichi tempi  prosperano ricchi e felici gli Eretteidi. Preferirei cento volte combattere che partorire una volta sola. EGEO  Si è permesso davvero un'azione tanto ignobile? La sposa si è già messa la  corona sul capo, sta morendo avvolta nel peplo. MEDEA  Dio, che dolore! La fede giurata è svanita nel nulla, e non riesco a capire se gli dèi di un tempo non esistono più,  secondo te, o se pensi che oggi tra gli uomini valgono nuove leggi. Sono stati loro a cominciare, mi hanno fatto del male e non me lo meritavo. Spiegati meglio, parla. Ma vedo uno dei  servi di Giasone, che arriva tutto ansimante: evidentemente deve comunicarci qualcosa di molto brutto. Non è una prova di  coraggio, di audacia guardare in faccia gli amici a cui hai fatto del male: è invece un'impudenza, è la peggior tabe che  ci  sia al mondo. Il povero padre, ignaro degli effetti del veleno, appena entrato nella stanza si precipita, con un grido, sul cadavere, lo  cinge con le braccia, lo bacia, e così parla: «O figlia infelicissima, quale dio si è accanito contro di te in questo modo? La mano, date a vostra madre la mano perché ve la  baci. Si è rivelato così sciocco! Io me ne andrò esule in un altro paese, prima di godere di voi, di vedervi felici, di festeggiare il vostro matrimonio, la  sposa, di allestire i lavacri nuziali, di levare in alto le fiaccole accese. Ma cosa puoi aspettarti, da una creatura orgogliosa, indomabile, attanagliata dalla sventura. No, per i demoni  vendicatori dell'Ade, non consegnerò mai i miei figli al ludibrio dei miei nemici. Non stordisca il mio animo, mai,  Afrodite terribile,  con la brama di coltri estranee,  non scateni alterchi irosi, risse senza fine;  rispetti i talami dove regna la pace,  scelga con sapienza i letti delle spose. È meglio ricorrere alla via più spiccia, all'arte in cui sono maestra: li eliminerò con il veleno... Li vedo  già morti stecchiti. Ma è svanita l'illusione che accarezzavo. E allora mi conviene pazientare un po': se intravedo un saldo  riparo, andrò sino in fondo, li ucciderò, di nascosto e con l'inganno. Credo che sia questo il modo più bello di apostrofare gli amici. EGEO  Lascialo perdere, se, come dici, è un vigliacco. Forse deporrebbe la sua tetra ira, rinuncerebbe ai suoi propositi. I suoi figli, li odia, non prova gioia a vederli. PEDAGOGO.Euripide Medea  18  Non sei la sola madre che abbiano separato dai figli: un mortale bisogna che si rassegni a sopportare le disgrazie. La sciagura inattesa che si è abbattuta su di me mi ha schiantato, ha distrutto la mia esistenza. E qui, nella terra di Sisifo, istituirò feste solenni e riti in espiazione del sacrilego eccidio. Figli, venite qui, figli: uscite di casa,  presentatevi qui, abbracciate vostro padre, parlategli, come faccio io: dimenticate, insieme con me, il rancore di prima  verso una persona cara: la pace è fatta, non ci sono più ragioni di ira. Al mondo non esiste una  persona felice. No, è il mio padrone, ma che canaglia si rivela verso i suoi cari! Quante speranze avevo riposto in voi, un tempo; mi immaginavo, povera disgraziata, che mi avreste assistito  nella mia vecchiaia, che da morta mi avreste seppellito pietosamente con le vostre mani; una sorte invidiabile agli  occhi  della gente. τμηθεῖσα πεύκη, μη GIASONE  Zeus, le ascolti le ripulse, gli affronti che patisco da questa putrida leonessa, che ha massacrato i suoi figli? CORO  Ma di cosa sei fatta? Capiti qui, da dove? Io non voglio macchiarmi di colpe nei confronti dei miei ospiti. Dovrebbe morire. FIGLIO B  Non lo so, fratello carissimo: siamo perduti. Dove trovo scampo? NUTRICE Di che si tratta? MEDEA  E così farò. All'inferno le mie decisioni. Quello che  accadde dopo fu uno spettacolo orrendo. Dovrà trovarsi un riparo nelle viscere della terra o levarsi in volo nell'alto dei cieli, per non pagarle, le sue colpe, alla  famiglia reale. Non farlo: noi, ai tuoi piedi,  con tutte le nostre forze ti imploriamo:  non uccidere le tue creature. EGEO  No, no, lo sono, conosco il vincolo coniugale. MEDEA  Mi scacci, ignori le mie preghiere? Ma per amor tuo, mi addosserò questo peso. MEDEA  Odiami pure. Un convito lauto basta da solo a rallietare la gente. NUTRICE Povera me, povera. a  O Terra, e tu, raggio splendente del Sole  posate il vostro sguardo, posatelo  su questa donna nefasta  prima che cali la mano assassina  sui figli, uccidendo se stessa. Per me dipende dalle circostanze. Uomini meditano inganni,  vacilla la promessa giurata sugli dèi. Medea di Euripide testo greco e traduzione italiana della tragedia di Euripide ... le case paterne, essermi fidata delle chiacchiere di un Greco che me la pagherà, se Dio mi aiuta. NUTRICE Le sentite le sue parole? MEDEA O grande Themis, e tu, augusta Artemide, guardate come soffro! CORO  D'accordo. Aveva la possibilità di stroncare sul  nascere i miei disegni espellendomi dal paese e invece mi ha concesso di restare ancora un giorno: e in questo giorno  io  stenderò morti tre dei miei nemici, il padre, la figlia e mio marito. Non ti sbagli davvero se definisci sciocchi e poco avveduti gli uomini di un tempo. Chi viene in urto con lei, difficilmente esce vincitore dallo scontro. Per le festività si sono inventati l'inno e per simposi e banchetti canzoni che rallegrino l'esistenza. Cercate però di non farvi  vedere, non vi avvicinate a vostra madre. Vittima di ingiustizie, lei invoca Temide ministra di Zeus, custode dei giuramenti. Fui io a salvarti la vita - e lo sanno bene tutti i Greci che si erano  imbarcati con te sulla nave Argo - quando fosti mandato ad aggiogare i tori che spiravano fuoco e a seminare il campo  della morte. MEDEA  Non esiste altra possibilità. Si agghinda da sposa per i morti, cadrà  in questa rete orrenda,  nella trappola di morte,  non sfuggirà al destino. Quest'uomo, infatti, è apparso nel momento della mia maggior pena,  ed  è un porto per i miei progetti: lì attraccherò la nave, una volta giunta alla città e alla rocca di Pallade. Su, bambini, entrate in quel fastoso palazzo, supplicate la  giovane sposa di vostro padre, la mia signora, scongiuratela di risparmiarvi l'esilio, mentre le porgete questi gioielli: è  molto importante che li riceva proprio lei nelle sue mani. a  L'amore che aggredisce e travolge  sottrae gli uomini a fama e virtù. ant. E il re Creonte, che ti ha preparato queste nozze, non doveva cacciarmi dal paese senza  pagarne le conseguenze. b  Dove prenderai il coraggio,  l'orrenda audacia  † che sospinga il tuo animo  che armi la tua mano  per trapassare il cuore  † dei figli che hai partorito †? CREONTE  Le guardie ti cacceranno subito, a viva forza. MEDEA  Sia come sia: ormai ogni discorso è superfluo. CORO  Uccidere le tue creature: ne avrai il coraggio? Ma, ma perché ti rannuvoli tutta, proprio nel  momento in cui la fortuna ti è amica? È più facile guardarsi da una donna o da un uomo pronti all'ira che non da una persona prudente, che  non esterna i sentimenti. Ma cosa mi succede? La sentite, voi Zeus, Terra, luce,  la sentite gridare la sposa affranta? Sai che bell'accoglienza farebbero a chi le ha spinte a uccidere il padre. ant. Ια. GIASONE  Sicuro, se venivo a parlarti di queste nozze, il mio discorso ti avrebbe trovato docile docile! MEDEA  Il suo grande amore è quello di imparentarsi con una famiglia reale. Ma entra in casa, occupati dei ragazzi, delle cose di cui hanno bisogno tutti i giorni. Ma perché esito? Questo non lo  avrebbe  osato mai nessuna donna greca: e io ti ho preferita a loro, ti ho presa in moglie, un legame abominevole e funesto. NUNZIO  Quando giunsero i tuoi due figli, insieme al padre e si avviarono verso le stanze della sposa, fummo felici noi, i servi  angustiati per le tue disgrazie: corse e si propagò di orecchio in orecchio la voce che tu e tuo marito vi eravate  riconciliati. ant. Affronta  questa impresa: ora è il momento di mostrare la tua tempra. E non in odio al tuo letto - ecco il pensiero che ti rode - o per improvviso  desiderio di una moglie nuova, o per smania di avere più figli degli altri: quelli che ho mi bastano e non mi lamento. E se nelle valli del Pelio non crollava a terra, reciso dalla scure, il pino che avrebbe fornito remo agli eroi: ai nobili eroi partiti alla conquista del vello d'oro, per il re Pelia. Tragediografi. MEDEA  E che cosa ho fatto? Non sei contenta di quello che dico? MEDEA  Per un grande amore: non è uno che conosca la fedeltà. MEDEA  Concedimi un giorno, solo un giorno, per pensare dove trovar rifugio, e come provvedere al necessario per le mie  creature, visto che il padre non se ne cura. Morire, morire piuttosto  che conoscere un simile giorno:  nessun dolore supera  la perdita del paese nativo. MEDEA  Mi è permesso conoscere l'oracolo del dio? κἄπειτ΄ ἔκανες; Μη. Gli dèi hanno avventato contro di me il demone vendicatore che ti perseguiva. E tu, perché stai piangendo  così tanto, perché impallidisci e volti la testa dall'altra parte? GIASONE  Ma anche tu soffri, e la mia sventura è anche la tua. Poi balza dal seggio regale, posa a terra, con grazia, il candido piede, va in su e in giù per  le stanze. Ma quando ne calpestano i diritti coniugali, non esiste essere più sanguinario di lei. Perciò, chiamami pure leonessa, se ti fa piacere [, e Scilla, il mostro che abita nel vasto  Tirreno]; io ti ho colpito al cuore; è i] contraccambio che meritavi. Ma non ti illudere di riuscire a toccarmi con le tue mani. NUTRICE  Lo farò, anche se temo di non riuscire a persuadere la mia padrona. Tu temi delle perfidie da parte mia: ma non aver paura, Creonte, non sono in condizione di nuocere a un  re. Hai dato tua figlia come moglie a uno che ti piaceva. Chi è fatto così si garantisce fama e gloria. Anche se mi sei nemica, non potevo rifiutarmi: sono qui, ti ascolto. Di pietra o di acciaio? Non c'è un modo perché venga qui da noi e ascolti lanostra voce, un suggerimento che potremmo darle? Non si  distinguevano più né la forma degli occhi né i suoi bei lineamenti, il sangue grondava dalla sommità della testa,  frammischiato al fuoco: brandelli di carne, sotto i morsi invisibili del veleno, colavano dalle ossa, come lacrime di  pino:  uno spettacolo raccapricciante. † Perché giri il viso dall'altra parte e non accogli con gioia le mie parole? Ma dalla mia salvezza hai ricavato ben più di quel  che hai speso, e te lo dimostro. Una vecchia ancella, pensando  a  un attacco di follia dovuta a Pan o a qualche altro dio, cominciò a ululare preghiere; ma quando vide la bava bianca che  le usciva di bocca, le pupille stravolte, il corpo esangue, smise con le sue stridule invocazioni, esplose in grandi  lamenti. Chi ti ha tolto a un vecchio ormai sull'orlo della tomba? Il mio maledetto orgoglio mi sta rovinando. a  Ormai si è dissolta ogni speranza:  i bambini muovono al luogo dell'eccidio. EGEO  ...e vorrei metterlo al corrente dell'oracolo di Apollo. MEDEA  Sicuro: prima gli ero cara, adesso mi detesta. Li porterò nel tempio di Era Acraia, perché nessun nemico posso oltraggiarli,  profanare la loro tomba. Quante volte mi hai stretto le ginocchia! Perché tanti scrupoli? Di colpo impallidisce, si piega da un lato, indietreggia barcollando, trema in  tutta la persona, riesce a stento a lasciarsi cadere sul trono per non stramazzare a terra. E poi tu cosa mi hai fatto di male? Sarebbe  un bel guadagno per gli uomini curare i mali con i canti: a cosa servono trilli e gorgheggi dove ci sono tavole ben imbandite? MEDEA  E il responso di Febo qual è stato? Non  sei una donna, ma una leonessa, hai natura più feroce di Scilla, il mostro del Tirreno. Ti ho preso in moglie e poi ti ho tradito?.Euripide Medea  10  GIASONE  Tu continui con le tue maledizioni sacrileghe contro la casa reale. Quello che devo fare è orribile ma inevitabile. MEDEA  Che dolore, ti ripeto.

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